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Mac OS X Snow Leopard: ClamShell mode non supportato con batteria

Dopo lungo tribolare con il supporto tecnico Apple, ho scoperto che non è possibile utilizzare un monitor esterno quando lo schermo del mio Macbook Pro è chiuso (modalità Clamshell) e il portatile è alimentato a batteria. Visto poi che con il guscio unibody con cui sono fatti i nuovi Macbook Pro non è possibile rimuovere la batteria, ci si trova davanti alle seguenti opzioni:

  1. Si mantiene alimentato il notebook a discapito della vita della batteria;
  2. Non si usa un monitor esterno quando si lavora con la sola alimentazione da batteria;
  3. Si mantiene aperto lo schermo del Macbook Pro quando si usa la batteria e lo si collega ad un monitor esterno.

Io a malincuore ho optato per la soluzione 3, visto che unitamente al mio portatile ho anche un Apple Led Cinema Display (se lo avessi saputo probabilmente avrei optato per non prenderlo). Ma per poterlo sfruttare al meglio ho dovuto fare alcune modifiche alle impostazioni di default del sistema operativo. Come prima cosa ho scelto di non usare la clonazione degli schermi per evitare di lavorare con una risoluzione di 1440 x 900 su un monitor che da il suo meglio a 1920 x 1200. In secondo luogo ho dovuto modificare il posizionamento della barra dei menù e degli strumenti dal monitor del portatile a quello esterno per far si che il Cinema Display diventasse il monitor primario. Per fortuna, quando il monitor non è collegato al portatile, barra dei menù e dock tornano ad essere visibili nel monitor del notebook senza creare problemi. Problemi che però si presentano nel momento in cui si collega ad un proiettore esterno nel qual caso sono costretto a risistemare la priorità tra monitor del Macbook e proiettore esterno.

Qualcuno potrebbe dire che alla fine è un problema da niente ma per me non è così per alcuni motivi:

  1. La mia area di lavoro in casa è minimal (nelle dimensioni) e quindi questa nuova modalità mi ha obbligato a riorganizzare l’intera area di lavoro;
  2. vengo da anni di esperienza con portatili Dell e monitor esterni Dell dove la modalità Clamshell era pienamente supportata anche in modalità batteria;
  3. Con il mio Macbook Pro precedente (versione 2008) e il Cinema Display 23 (precedente a quello attuale), potendo rimuovere la batteria, l’ingresso della tecnologia Mac in casa non aveva avuto alcun impatto logistico.

In questo momento rimpiango il mio Dell, sia per le sue funzionalità che per l’assistenza. Il supporto Apple, che ho grazie all’estensione della garanzia base, non si avvicina neanché lontanamente a quanto offerto da Dell. Che dire, Apple ha un design impareggiabile ma sicuramente è carente come supporto e per alcune funzionalità ritenute base da qualsiasi utente dotato di notebook (vedi modalità Clamshell).

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Microsoft Regional Director: in Italia nulla di nuovo

Oggi un amico mi ha girato il link ad un post di Francesco Balena: Regional Director again! in cui comunica la sua riconferma a Microsoft Regional Director e con lui anche quella di Giuseppe Dimauro. Non posso che fargli i complimenti ma sono veramente triste per le community italiane. Perchè? E' presto detto. In un articolo di Jonathan Goodyear: Demystifying the Microsoft Regional Director si legge:

"The role of an RD is to act as an unbiased third-party evangelist of Microsoft products and services and to work with software developers to ensure successful project engagements. We act as the glue between Microsoft and the developer community.".

Per essere franco, come amo essere, non ritengo che questo sia quanto facciano i Regional Director nominati per il nostro paese. Negli ultimi anni ho avuto il piacere di conoscere alcuni Regional Director competenti per altri paesi quali  Stati Uniti e Canada. Devo dire che il loro approccio e il loro interesse verso noi sviluppatori è completamente diverso. Parlando con loro era evidente il diverso approccio; domande a raffica, ricerca di opinioni ed esperienze con i prodotti e la tecnologia che usiamo nel nostro lavoro, e così via. In poche parole, dei Regional Director in linea con quanto dovrebbe fare chi riveste quella carica. Mi spiace dover confermare che questo in Italia non avviene. Non posso parlare certo per gli altri ma forse un cambio di rotta sarebbe gradito da molti. Abbiamo bisogno di Regional Director, e proprio perchè il numero è contingentato, è necessario che siano effettivamente il collante tra Microsoft e le comunità degli sviluppatori. Per fortuna, in Italia, il nostro rapporto con il DPE è molto buono e riusciamo comunque ad avere contatti, supporto ed informazioni che in altri paesi vengono spesso forniti dai Regional Director. Spero che questo messaggio svegli dal torpore chi di competenza e gli suggerisca di dare un rapido segnale di cambiamento.

C'è qualcun'altro che ha voglia di dire la sua su questo argomento? Io ho parlato con alcune persone e so di non essere il solo a pensarla così. Tu che ne pensi? Lasciami un tuo commento sia che tu sia contento o scontento dei Regional Director Italiani.

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Lavorare in europa: un'alternativa da valutare

Sono un pò stanco della staticità del mercato del lavoro nel nostro paese. I progetti sono quasi tutti dello stesso tipo, le offerte che ricevo sono sempre per progetti simili ed inizio ad annoiarmi. Ho quindi pensato di allargare gli orizzonti e vedere cosa offre la vecchia europa. Ieri sera ho aggiornato il mio profilo in monster.it rendendo pubblico il mio curriculum in inglese e selezionando alcuni paesi in cui non mi dispiacerebbe fare un'esperienza di lavoro. Il risultato iniziale è confortante. Senza rispondere ad alcuna offerta di lavoro, il mio CV è già stato visto 18 volte nelle ultime 12 ore (lo stesso CV in italiano era stato visto solo 62 volte in 4 anni) ed ho già ricevuto via e-mail 2 proposte. Forse questa è la volta buona per spiccare il volo (lavorativamente parlando) e lasciare il paese dell'immobilismo. L'unico vero problema è staccarmi dalla mia famiglia in particolare dalla mia bimba. Vorrà dire che continuerò a fare il frequent flyer.

 

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Temo gli assolutismi di questo periodo...

Quando mi capita di analizzare come creare una soluzione software cerco di evitare approcci assolutistici e provo a disegnare un'architettura in grado di raggiungere lo scopo nel modo più efficiente, sicuro e gestibile possibile.
Sembra però che questo approccio sia poco condiviso da blasonati nomi dell'informatica nazionale ed internazionale che escono con affermazioni forti e frasi ad effetto che rischiano di creare scompiglio tra le comunità degli sviluppatori.
A mio modo di vedere questo dipende soprattutto dal fatto che, chi ascolta la "frase forte", riporta solo quest'ultima e non tutto quanto segue in termini di spiegazione, contesto, ecc.
Il risultato che si rischia di ottenere quindi non è quello di educare correttamente ma di diseducare la platea degli assenti che vive del passa parola e delle bloggate incomplete.

Quello che spero è che si punti meno al sensazionalismo e più al concreto. Forse i feedback ne risentiranno un pochino ma alla lunga la comunità di sviluppo ne beneficierà.

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Bugs nel sistema Italia, qualcuno ha la soluzione?

Mi chiedevo quale fosse lo scopo delle authority in Italia. Quest'anno ho avuto non pochi problemi con i miei fornitori di connettività sia per la mia linea residenziale (Fastweb) che per la mia linea aziendale (NGI). Linee di operatori diversi ma che alla fine hanno regole e norme molto simili se non identiche. Alla fine comunque il consumatore se la prende sempre in quel posto. Non c'è niente da fare. Maledetto il giorno che mi sono appassionato ad internet e ne ho fatto parte del mio lavoro. Quanto meglio starei oggi senza la dipendenza da ADSL? Eviterei così di dovermi relazionare con compagnie di telefonia che sono vere e proprie associazioni a delinquere. Lo sono loro e lo sono i politici che approvano leggi che non danno al consumatore alcun diritto.

Qualcuno quindi si chiede, ma che sta a fare l'Authority preposta a controllare la libera concorrenza, i diritti del consumatore, ecc? Si adegua e mangia anche lei dalla torta che noi poveri stolti consumatori continuiamo a preparare.

Quando un vostro cliente si attende una fornitura o un prodotto da voi e voi per qualche motivo non lo fornite, il cliente vi paga? Scommetto che la vostra risposta è no, ovviamente. Beh allora vi conviene configurarvi come compagnia di telefonia così sarete certi di poter incassare indebitamente canoni di servizio anche se il servizio lo erogate saltuariamente o non lo erogate per niente.

E viva la democrazia dei cartelli, del mortadella che ci aumenta le tasse e dei poveri scemi come me che continuano a fare gli onesti cittadini e che alla fine pagano anche per chi non fa niente dalla mattina alla sera.

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