do more with less

Lavorare in europa: un'alternativa da valutare

Sono un pò stanco della staticità del mercato del lavoro nel nostro paese. I progetti sono quasi tutti dello stesso tipo, le offerte che ricevo sono sempre per progetti simili ed inizio ad annoiarmi. Ho quindi pensato di allargare gli orizzonti e vedere cosa offre la vecchia europa. Ieri sera ho aggiornato il mio profilo in monster.it rendendo pubblico il mio curriculum in inglese e selezionando alcuni paesi in cui non mi dispiacerebbe fare un'esperienza di lavoro. Il risultato iniziale è confortante. Senza rispondere ad alcuna offerta di lavoro, il mio CV è già stato visto 18 volte nelle ultime 12 ore (lo stesso CV in italiano era stato visto solo 62 volte in 4 anni) ed ho già ricevuto via e-mail 2 proposte. Forse questa è la volta buona per spiccare il volo (lavorativamente parlando) e lasciare il paese dell'immobilismo. L'unico vero problema è staccarmi dalla mia famiglia in particolare dalla mia bimba. Vorrà dire che continuerò a fare il frequent flyer.

 

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Comments

Thursday, June 28, 2007 - 10:00 AM

condivido molto questo approccio, agire invece di lamentarsi.

infondo il mondo è così piccolo :-)

P.S. come hai fatto a tradurre in tuo cv in modo che sia "leggibile" senza strafalcioni da un madrelingu inglese/americano ?

Luca Minudel

Thursday, June 28, 2007 - 10:04 AM

Mi sono fatto aiutare da mia cognata, insegnante di inglese :-)

Davide

Thursday, June 28, 2007 - 10:53 AM

Strano ! Io voglio far il contrario ! lavoro a Parigi, e la mia famiglia è a Roma, e per cio cerco lavoro in italia: Prima per essere con mio figlio, secondo la clima sociale in Italia mi sembra ottima (+ la cucina ) ... ma lo so che in italia se guadagna di meno e in piu non lo so come la gente lavora in italia: in francia o in germania devo dire che mi sento bene, la gente considera il lavoro come un piace ...

Rochdi

Thursday, June 28, 2007 - 4:36 PM

E' una scelta che condivido e che sto valutando anch'io. Complimenti per il coraggio (perché il mondo sarà anche piccolo, ma imho un po' di coraggio ci vuol sempre per queste cose) e i più sinceri in bocca al lupo!!

Marco De Sanctis

Thursday, June 28, 2007 - 4:47 PM

e quando vorresti tanto, ci provi e ri_provai, ma nun te se filano, che si fa ?

una candelina a qualche santo ?

:D

rubbe

Saturday, June 30, 2007 - 6:20 AM

A titolo di cronaca, mi sono trasferito a Londra questo inverno. Nonostante sia arrivato con la classica valigia di cartone, attualmente mi ci vogliono una media di 5 giorni per trovare un nuovo contratto quando finisco il precedente, e un paio di settimane per una posizione permanent. A volte devo staccare il telefono per quante offerte di lavoro arrivano...

Insomma l'Italia e' meravigliosa perche'... non me lo ricordo piu' perche'...

:) -LV

LudovicoVan

Friday, July 06, 2007 - 9:38 AM

Anche io penso che per progetti interessanti sia indispensabile muoversi dall'Italia e mi sto guardando intorno, il mio problema è la mediocre consocenza dell'inglese e il fatto che il mio titolo di studio non è prettamente informatico.

Ne approfitto per chiedere a LudovicoVan e ad altri che si sono tarsferiti di raccontarci un po' più la loro esperienza: facilità di inserimento, problemi con la lingua, importanza del titolo di studio, delle esperienze precedenti e delle referenze, di eventuali certificazioni, livello delle retribuzioni e del costo della vita ecc.ecc.

Carlo

Monday, July 09, 2007 - 2:31 PM

Ciao Carlo,

premesso che sono a Londra da meno di 6 mesi, che e' un periodo relativamente breve, alcune cose posso provare a dirle.

La conoscenza della lingua direi che e' un aspetto chiave, ma con delle distinzioni. Per una posizione da "sviluppatore" (junior o senior che sia, compresi i ruoli piu' specialistici, ma comunque restando nell'ambito tecnico) qui sono molto flessibili e tolleranti, quindi se riesci piu' o meno a gestire una telefonata, che e' il mezzo di primo contatto preferito, direi che sei a cavallo. Il discorso cambia per le cosiddette "customer facing positions" oppure per le posizioni manageriali o consulenziali, ove si richiede un Inglese fluente - scritto e parlato - nonche' e' indispensabile una adeguata conoscenza dei locali meccanismi di business e relative questioni legali.

Quanto al titolo di studio, essendo la nostra una disciplina relativamente giovane, e' sicuramente un'ottima pezza d'appoggio per uno junior, ma se hai un minimo di esperienza documentata nel CV, vai tranquillo. Il titolo diventa necessario, di nuovo, se uno aspira a posizioni manageriali.

Nessuno mi ha chiesto particolari referenze, tranne quando ad un certo punto verso l'inizio ho risposto ad un'annuncio per un baby-sitter madrelingua italiano... you know, a volte la fifa fa 90...

Le certificazioni possono essere un buon condimento. Ad esempio io sono MCTS in asp.net 2, e in effetti i miei intervistatori per posizioni da svilupatore .Net hanno sempre mostrato apprezzamento.

Nel complesso da queste parti tendono ad essere persone molto ragionevoli, per cui direi che se - combinando studi, esperienze professionali, certificazioni, ecc. - riesci a mettere in piedi una "storia professionale credibile", hai tutto cio' di cui hai bisogno.

La facilita' di inserimento sta tutta qui, cioe' nel fatto che c'e' una cultura diffusa del "rispetto" e della "ragionevolezza" che fa si' che tutto funzioni piuttosto bene, nonostante Londra sia un crogiuolo di popoli provenienti da tutte le parti del mondo, comprese quelle piu' disastrate.

Tanto per dirne una, qui il sindaco, Mr Ken Livingston, va in ufficio con la metro... e l'ufficio e' un palazzo di vetro, ad indicare uno dei valori chiave della sua dirigenza: "trasparenza"...

Quindi tutto fila piuttosto liscio, il livello di retribuzione e' piu' che dignitoso (attorno a £35k/anno per una posizione da sviluppatore .Net di livello intermedio, oppure attorno alle £30/ora per un contratto sempre di livello intermedio) e il costo della vita non e' assurdo come dicono. Oserei dire che il potere di acquisto della sterlina qui e' equivalente a quello dell'Euro in Italia. E' al cambio che si perde o guadagna. Ovviamente qui trovi anche il lusso sfrenato, ma e' vero pure che puoi sopravvivere con due sterline al giorno se e' necessario.

Infine alcune note meno allegre. La vita va molto liscia ma si galoppa alla grande e chi si ferma e' piu' o meno perduto... Non cosi' tragica perche' vale piu' o meno per tutto, cioe' se ti piace suonare trovi da suonare in mille posti con mille persone, se ami lo sport puoi fare di tutto di piu', ci sono musei, parchi, concerti, festival, mercati... fantastico, ma e' anche normale fare una media di 2 ore al giorno di mezzi per muoversi in giro per la citta'.

Seconda nota poco allegra, e da non dimenticare: se non vuoi fare il lavapiatti in nero, devi avere una residenza fissa, e deve essere una casa, non puo' essere un ostello o cose simili. Senza un indirizzo fisso non puoi aprire un conto in banca e non puoi iscriverti al collocamento (in ordine di importanza...), insomma non puoi lavorare.

Ok, spero di aver dato alcune coordinate. Per chi fosse davvero in procinto di venire da queste parti, posso anche fornire alcuni siti web e agenzie particolarmente efficaci per la ricerca del lavoro, nonche' le relative dritte burocratiche.

Colgo infine l'occasione per ringraziare Davide della sua ospitalita' e per scusarmi se abbiamo un po' invaso il suo spazio!

-LV

LudovicoVan

Sunday, July 15, 2007 - 1:11 PM

Grazie infinite LudovicoVan , sei stato esauriente e molto utile!

Mi sono brillati gli occhi quando hai detto "c'e' una cultura diffusa del rispetto e della ragionevolezza che fa si' che tutto funzioni piuttosto bene" penso sia una cosa valida per tutto il mondo anglosassone e che avevo riscontrato in Australia (ero andato per turismo).

Trasferirmi? Solo in funzione di un successivo passo verso l'Australia.

Grazie ancora.
Carlo

Carlo

Saturday, August 11, 2007 - 9:45 AM

Ciao
anche se in ritardo volevo confermare tutto cio che e' stato detto da LudovicoVan.
Io sono a Londra da un anno e 4 mesi e quando sono arrivato, senza lavoro, ho impiegato esattamente 4 giorni per iniziare a lavorare, al doppio del mio stipendio in Italia, come programmatore Asp.net.

E' vero che qui a Londra il costo della vita e' un po piu alto, ma a secondo me si ha un'alto grado di risparmio.

Finisco per dire che qui si trova un'ambiente di lavoro totalmente differente dagli ambienti che ho trovato a Milano... qui si lavora, ma secondo me a Milano si lavora di piu, e di posto ne ho girati.

Ciao#

Mauro

Monday, May 26, 2008 - 7:37 AM

Looking for a job with accomodation as a cook,1/2 plates,I'am BANGLADESHI,39y.o.living in italy leagaly(with stay permit of italian govt.) since 1996.12 years experience in retaurent side(italian food)even piza & can speak inglish/italian.If-u are interested,pls. call me as soon as possible, mobile n: +39-3394510120(KHALED),rome.italy

KHALED, abu mohammad

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